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Palazzo Sturm

Un angolo di Settecento in riva al Brenta. Tra l’Arcadia e il primo Romanticismo, con il fiume a fare da sfondo, il Ponte e le montagne a cornice. E le piazze a un passo, per legare tre secoli di storia cittadina in poche centinaia di metri. È Palazzo Sturm, in passato “solo” un angolo tra i più caratteristici di Bassano, oggi sede museale dedicata alle stampe dei Remondini e alla ceramica d’arte della collezione Roi, candidata a motore culturale della città. Sturm, si diceva, con un nome che non può che richiamare il mondo tedesco che sta appena a nord delle montagne, la pittura di paesaggio e il “Grand Tour” tra le bellezze d’Italia che due secoli fa completava il percorso di formazione dei giovani nobili europei. In realtà, attorno alla metà del XVIII secolo non lo volle un nobile, ma un mercante di sete: Vincenzo Ferrari, che chiamò ad affrescarne le settanta stanze, su sette livelli, il pittore veronese Giorgio Anselmi. Poi il palazzo passò alla famiglia nobiliare Sturm von Hirschfeld che alla metà degli anni ’40 lo donò al Comune. E da allora, la denominazione ufficiale richiama le origini mitteleuropee della famiglia. Legami con la Mitteleuropa che saranno riaccesi nelle settimane vicine a Pasqua, svelando un tesoro nascosto della città come la collezione di opere di Albrecht Dürer. Incisioni in serie, più pezzi singoli, per un totale di 256 opere, tra le quali la xilografia del 1515 considerata la prima rappresentazione di un rinoceronte mai eseguita in Europa. Un tesoro finora rivelato, per due volte, solo in parte: nel 1960 e alla metà degli anni ’90 per esposizioni parziali legate a occasioni di studio. E seguendo il percorso tracciato da Dürer sarà possibile lasciar correre il pensiero lungo il fiume, oltre le montagne sullo sfondo. Da un angolo di Settecento sospeso tra Arcadia e Romanticismo verso l’Europa alla quale Bassano, crocevia tra nord e sud, guarda da sempre.

Cover Pic by Alain Rouiller – 1 August 2009 – Creative Commons