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Borgo Angarano e Destra Brenta

Attraversare il Ponte degli Alpini dal centro storico verso ovest, gettare uno sguardo al panorama sempre incantevole e…ritrovarsi in un’altra città. Al di là del fiume, nella zona denominata destra Brenta, c’è un quartiere, anzi un borgo, Borgo Angarano che da solo vale una visita. Per i locali alla moda; per la presenza del settecentesco Palazzo Bonaguro, una villa veneta a un passo dal cuore della città conservatasi intatta fino ad oggi; per una testimonianza storica come la piccola chiesa di S. Donato  e per una passeggiata lungo il fiume che, a nord, a margine dell’abitato, porta a scoprire un altro gioiello come villa Angarano Bianchi Michiel, all’imbocco della valle. Merito del Brenta che tagliando la città in due settori, est e ovest, ha permesso che Borgo Angarano si sviluppasse in maniera indipendente. E ancora oggi, nella piazzetta sul lato occidentale del Ponte ci si può soffermare con lo sguardo sugli edifici antichi, immaginando le attività di un tempo. Laboratori, negozi, attività artigiane e, prima della Grande Guerra, pure la stazione della tramvia che univa Vicenza e Bassano prima che l’automobile divenisse il mezzo di spostamento principale. A poche centinaia di metri, separata dal borgo da un arco e da un vicolo che le regalano protezione e silenzio, la duecentesca chiesetta di S. Donato, fatta innalzare all’inizio del XIII secolo da  Ezzelino II detto “Il monaco”.   Un edificio religioso che, con il piccolo convento attiguo, ospitò poco dopo la sua costruzione anche  frate Antonio da Lisbona, il futuro Sant’ Antonio di Padova. E, dopo essersi lasciati incantare da Borgo Angarano, seguire il lungofiume sulla riva destra, tra tratti aperti e boscosi, fino alla frazione di S. Eusebio. Anche lì c’è un richiamo ad Angarano. È nella villa, immaginata da Palladio nel XVI secolo, portata a compimento nel ‘600 da Baldassarre Longhena e inserita alla fine degli anni ’90 tra i patrimoni dell’Unesco. Una costruzione all’imbocco della Valbrenta, tra colline e vigneti, per rivelare un’immagine di Bassano diversa dall’usuale, sempre affascinante.