Giornata Fai d’Autunno

domenica 14 ottobre
9.00 - 12.30 / 14.30 - 17.00

Per informazioni:

LA CENTRALE ELETTRICA DI CA’ BARZIZZA

La centrale elettrica situata nel territorio a nord di Bassano di Grappa, all’interno di un’area di pregio ambientale lungo la sponda sinistra del fiume Brenta, prende il nome dalla famiglia anticamente proprietaria dei terreni su cui sorge.
Nel 1772 Antonio Vincenzo Barzizza, nobile veneziano ma non patrizio, sposò Anna Erizzo, figlia di Paolo Erizzo, acquisendo così per via ereditaria, con il prestigioso nome degli Erizzo, i possedimenti comprendenti la villa omonima e tutti i terreni circostanti.
La storia di questa centrale comincia con l’aumentato fabbisogno di energia elettrica verificatosi negli anni Trenta dello scorso secolo, con l’impianto di diverse aziende meccaniche di stampo artigianale e, soprattutto, con l’aumentato fabbisogno energetico della S.m.v. In quegli anni, infatti, la Società Metallurgica Veneta (meglio nota a Bassano come «le Smalterie») aveva cambiato le tecniche di produzione di attrezzature e oggetti metallici smaltati, con nuovi forni elettrici. Nel 1941, perciò, i Westen, imprenditori provenienti dall’area mitteleuropea già compresa nell’impero asburgico, intervennero sul Brenta, a Campolongo, d’intesa con la Società Adriatica di Elettricità.
La Società Idroelettrica del Grappa, partecipata in parti uguali dalla S.m.v. e dalla S.a.d.e., costruì così la centrale di Ca’ Barzizza. Nel 1963 il centro di produzione fu nazionalizzato e trasferito all’Enel; oggi è gestito da Enel Green Power e il suo funzionamento è telecomandato dal Posto di Teleconduzione di Belluno.
L’edificio, di stampo razionalista, progettato dall’ing. Francesco Bonfanti di Bassano (1940), presenta una facciata a mattoni rossi, che ben si è inserita nel contesto ambientale del corso del fiume appena uscito dal Canal di Brenta.
Per generare energia elettrica la centrale sfrutta le acque del Brenta captate allo sbarramento di Mignano (Campolongo) lungo 99 metri e composto da 5 paratie metalliche, che attraversa il Brenta con un ponte canale di 200 metri. Le acque sono poi convogliate alla centrale lungo un canale lungo 5,250 km per una portata di 45,5 mc/sec e restituite al fiume subito dopo la centrale (vedi esterno). All’interno del sito l’acqua compie un salto di 19,80 m con una cascata che in via eccezionale sarà possibile vedere in azione. Qui si impiegano tecnologie di ultima generazione che permettono di produrre più energia (con una potenza installata di quasi 8 megawatt) in modo sostenibile garantendo un habitat ottimale per l’ecosistema acquatico.
In questa centrale si produce energia idraulica che è stata la prima fonte energetica largamente usata dall’uomo in sostituzione di quella muscolare e animale. L’energia idraulica indica l’energia potenziale che una massa d’acqua perde, acquisendo energia cinetica, compiendo un salto o un percorso in pendenza o partendo dalle ruote idrauliche che sfruttavano l’energia cinetica di correnti d’acqua. A favore dell’energia idroelettrica gioca il fatto che è la tecnologia più collaudata e, per le grandi misure, anche quella più economica, in ragione dei ridotti costi di esercizio e della lunga durata degli impianti.
Per sfruttare in modo ottimale le differenti caratteristiche dei salti d’acqua, nelle centrali vengono utilizzate delle turbine di tipologia diversa, ovvero turbine ad azione e turbine a reazione. Le prime sfruttano l’energia dell’acqua sotto forma di energia cinetica, mentre nelle seconde in parte si usa energia cinetica e in parte energia potenziale di pressione. (Tutto questo sarà illustrato in parte dagli apprendisti ciceroni dell’Istituto “G.A. Remondini” e in parte dai tecnici dell’ENEL) All’interno della centrale si vedranno due enormi turbine costruite dalla storica ditta Marelli.
Finita la speciale visita della centrale, accompagnati dagli “apprendisti ciceroni botanici” dell’istituto tecnico agrario “A. Parolini”, inizia la famosa e affascinante camminata lungo il sentiero del Brenta, dove saranno illustrate le particolarità della vegetazione.
Una passeggiata unica e imperdibile!

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