Dal Giappone e dalla Spagna Jija Sohn e Andrea Zavala in ricerca coreografica

giovedì 15 novembre
21:00

Per informazioni: Per informazioni www.opraestate.it tel. 0424 519804

La coreografa Jija Sohn – di origine nipponica, ma basata in Olanda e già nota al pubblico del CSC per essere una delle artiste del progetto Performing Gender – insieme alla spagnola Andrea Zavala, anticipano a giovedì 15 novembre alle ore 21.00 lo sharing di fine residenza al CSC Garage Nardini, condividendo con il pubblico il loro processo creativo.
Spesso nella loro ricerca gli artisti, come tutti, entrano in momenti “di crisi”, momenti in cui diventa necessario e fondamentale mettere tutto in discussione, capire cosa salvare del proprio percorso, cosa rinnovare, e come. Ed è un momento simile quello attraversato da Jija Sohn e Andrea Zavala, che da una decina di giorni stanno abitando gli spazi del CSC, per proseguire la loro ricerca intitolata “Lands”.
La ricerca parte da una constatazione sulla produzione delle due artiste: dopo aver passato gli ultimi tre anni a stabilire un linguaggio riconoscibile, ciò che potrebbe definire la loro cifra stilistica, ora, con questo progetto, si vogliono staccare da quell’identità creata.
Fino ad ora entrambe hanno lavorato partendo dai loro background (Jija Sohn viene da Studi Culturali, mentre Andrea Zavala dalle Arti Visive) per creare un linguaggio artistico ed estetico comune, insieme e una “firma” a cui attribuire il risultato del loro lavoro. Ma si sono accorte che questa firma prende il sopravvento anche quando vorrebbero che il loro lavoro artistico ‘prendesse altre vie”.

Pur non negando la gioia di ritrovare nei vecchi lavori “quel che era conosciuto, un collage di storie e cose in cui crediamo e in cui ci identifichiamo” – spiegano le due artiste – non è infatti sfuggito loro come abbiano costruito un’immagine per gli altri. Col rischio di ritrovarsi ingabbiate, o limitate nell’esplorazione artistica più veritiera e genuina.
Parte quindi da qui il progetto e la ricerca artistica di Lands, che ha l’obiettivo di resettare l’immagine a cui sono collegate. Un momento “critico” sfruttato dalle artiste per andare più in là rispetto a quello che hanno mostrato, e riconnettersi ai valori più puri e fondamentali.
Giovedì sera il pubblico potrà dunque assistere ad una prova aperta a conclusione della residenza bassanese; il fatto di assistere ad un progetto in divenire, consente al pubblico di entrare nel processo creativo degli artisti, di entrare in dialogo con loro, e allo stesso tempo fornisce utili strumenti di feedback agli artisti che possono così comprendere come il loro lavoro impatta sul pubblico, visto che alla fine della prova aperta c’è sempre un momento di scambio reciproco.
Ingresso libero.

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